Consigli tecnici

Questa sezione, in continuo aggiornamento, riporta alcuni importanti consigli tecnici per la preparazione dei file da inviarci per la stampa.
Se non trovi le informazioni che cerchi chiamaci o contattaci per email.

Quale formato file, Jpeg o Tiff?

Il jpeg é lo standard di compressione delle immagini fotografiche più utilizzato, permette di ottenere file molto leggeri e di velocizzarne notevolmente il trasferimento ma il rovescio della medaglia sta nel fatto che questo formato ha un tipo di compressione di tipo "lossy" cioé con perdita di informazioni.
Tuttavia, utilizzando la massima qualità in fase di salvataggio, é possibile ottenere nella maggior parte dei casi immagini prive di difetti apprezzabili.
La cosa importante é che il salvataggio in jpeg sia effettuato solo una volta, dopo avere completato le fasi di post produzione del file originale che deve essere elaborato e memorizzato in un formato "lossless" non distruttivo come per esempio il tiff.
Se la tua fotocamera scatta solo in jpeg, salva il file in formato tiff prima di iniziare a modificarlo e continua a salvarlo sempre in tiff, solo alla fine, se vuoi ottenere un file più leggero da inviare allo stampatore, salvane una versione in jpeg alla massima qualità, mantenendo comunque l'originale in tiff per eventuali future modifiche.
Se al contrario lavorerai direttamente sul file in jpeg e continuerai a salvarlo nello stesso formato ogni volta che farai una modifica, considera che ad ogni salvataggio la qualità della tua foto sarà sempre più bassa.

jpg_300
tif_300

Confronto tra un'immagine salvata in jpg a bassa qualità (a sinistra) e la stessa salvata in tif (a destra)

Il formato Tiff permette una notevole flessibilità, può memorizzare al suo interno immagini su più livelli e soprattutto é un formato "lossless" cioé senza perdita di informazioni, permettendo di mantenere nel file tutti i dati presenti nella nostra immagine senza alcuna perdita di qualità, ma tutto questo a scapito delle dimensioni del file che risulteranno molto superiori rispetto alla stessa immagine salvata in formato jpeg.
Tra le opzioni di salvataggio del formato Tiff é possibile selezionare la compressione con algoritmo "LZW" che permette, in certi casi, di ridurre il peso del file ma sempre senza perdita di informazioni, infatti non si tratta quasi mai di una compressione molto elevata, anche se a volte aiuta ad ottenere file più leggeri.
In formato Tiff é possibile salvare immagini anche a 16 bit, mentre il formato jpeg supporta solo immagini a 8 bit. 

In sintesi
Potete inviareci i file per la stampa sia in formato jpeg che in formato Tiff, con l'accorgimento di utilizzare nel caso del jpeg la massima qualità e nel caso del Tiff unire i livelli e utilizzare la compressione LZW che permetterà il più delle volte di rendere più leggero il file e velocizzare il caricamento sul server.

Dimensione dell'immagine e risoluzione


Esistono diverse tipologie di immagini, ma nel nostro caso prenderemo in considerazione il tipo "raster" o "bitmap" perché le immagini fotografiche appartengono a questa categoria.
Un'immagine raster é composta da una griglia di punti (i pixel) che determinano la dimensione fisica dell'immagine stessa.
La dimensione fisica di un'immagine é indipendente dalla dimensione di stampa, infatti, in fase di stampa, é possibile distribuire i punti dell'immagine in aree di dimensioni differenti, variando semplicemente la risoluzione di stampa.
La risoluzione di stampa, espressa in DPI (dot per inch, in Italiano pixel per pollice) indica la densità con cui i punti che compongono l'immagine, saranno distribuiti nello spazio di un pollice (unità di misura Inglese che indica uno spazio di 2,54 cm. lineari). dimensione-immagine Concentriamo la nostra attenzione sulla finestra "Dimensione immagine" di Photoshop che ci permette di impostare le dimensioni di un'immagine intervenendo su vari parametri.
Nel primo riquadro, partendo dall'alto, troviamo la descrizione "Dimensione pixel" che ci indica la dimensione fisica dell'immagine, in questo caso 4288 pixel orizzontali per 2848 pixel verticali, questo file é stato generato da una Nikon D300 con sensore da 12 megapixel.
Nel secondo riquadro troviamo "Dimensioni del documento" che nel nostro caso coincide con la dimensione di stampa e che ci permette di variare le dimensioni e la risoluzione.
Per conservare le dimensioni fisiche originali del'immagine é fondamentale che non sia spuntata l'opzione "Ricampiona immagine".
Come possiamo intuire dal simbolo che collega sulla destra i tre elementi presenti nel riquadro, gli stessi sono strettamente correlati e al variare di uno dei valori, anche gli altri due cambieranno.
Larghezza e Altezza variano per rispettare le proporzioni originali dell'immagine, mentre il paramentro Risoluzione cambia per mantenere invariata la dimensione fisica dell'immagine in pixel al variare della dimensione di stampa: se aumentiamo le dimensioni della stampa diminuisce la risoluzione perché gli stessi pixel saranno distribuiti su uno spazio più ampio, mentre se riduciamo le dimensioni della stampa aumenta la risoluzione perché i pixel che compongono l'immagine saranno distribuiti su uno spazio più ridotto.
Nella tabella sottostante indichiamo alcuni esempi che ci aiuteranno a capire il variare dei parametri mantenendo fissa la dimensione fisica dell'immagine.

Dimensione fisica dell'immagine Dimensione della stampa
Larghezza
(in pixel)
Altezza
(in pixel)
Larghezza
(in centimetri)
Altezza
(in centimetri)
Risoluzione
(pixel per pollice)
4288 2848 36,31 24,11 300
4288 2848 54,46 36,17 200
4288 2848 108,92 72,34 100


In questi esempi vediamo come, al variare della risoluzione, possiamo stampare la stessa immagine in dimensioni molto differenti, da circa cm. 36x24 ad una risoluzione di 300 DPI fino a circa cm. 108x72 ad una risoluzione di 100 DPI.
Ovviamente al diminuire della risoluzione di stampa diminuirà anche la qualità della stampa stessa, dobbiamo però considerare che più é grande la stampa e maggiore sarà la distanza dell'osservatore e quindi la perdita di qualità dovuta all'ingrandimento, entro certi limiti, non comprometterà particolarmente il risultato perché non sarà così evidente.

A questo punto dovrebbe essere chiaro che quando parliamo di risoluzione di un'imagine dobbiamo per forza riferirla alle dimensioni in centimetri della stampa che vogliamo ottenere: un'immagine di 3 cm. x 2 cm. a 300 DPI é diversa da un'immagine di 30 cm. x 20 cm. a 300 DPI.

In sintesi

Possiamo considerare 240 DPI la risoluzione ottimale per una stampa fotografica di qualità, andare oltre non produrrebbe miglioramenti visibili ad occhio nudo, così come scendere fino a 200 DPI non produrrà peggioramenti visibili ad occhio nudo.
Il nostro sistema di configurazione della stampa accetta richieste di ingrandimento fino a che la risoluzione scende ad un valore minimo di 100 DPI, considerato il limite inferiore sotto cui sarebbe bene non andare, ma per alcune tipologie di immagini (immagini astratte o con elementi volutamente sfocati o poco definiti) é possibile scendere ulteriormente di risoluzione e quindi ottenere ingrandimenti superiori, per fare questo sarà necessario disattivare il controllo sulla risoluzione nella pagina di configurazione della stampa.

Quindi: inviateci file con una risoluzione compresa possibilmente tra 200 e 300 DPI sulla dimensione della stampa che volete ottenere, ma non preoccupatevi troppo se la risoluzione scende fino a 100 DPI.
Non interpolate i file per aumentare la risoluzione, questa operazione la effettueremo noi all'occorrenza con appositi software dedicati a questo.
Se la risoluzione della vostra immagine é inferiore a 100 DPI contattateci per farci verificare il file e ottenere un consiglio sul risultato ottenibile.


Maschera di contrasto


Il filtro di Photoshop Maschera di contrasto aumenta la nitidezza dell’immagine incrementando il contrasto lungo i bordi degli oggetti rappresentati, individuando i pixel che hanno valori diversi da quelli circostanti.
Aumenta quindi il contrasto tra i pixel adiacenti: i pixel più chiari si schiariscono ulteriormente e quelli più scuri diventano ancora più scuri.
L'uso eccessivo della maschera di contrasto evidenzia il rumore presente nell'immagine e produce un effetto alone attorno ai bordi.

no_usm
senza maschera di contrasto
usm
con maschera di contrasto
troppa_usm
eccessiva maschera di contrasto


La maschera di contrasto dovrebbe essere applicata all'immagine solo quando questa ha raggiunto la dimensione definitiva per l'utilizzo che dobbiamo farne: se l'immagine ci serve per la pubblicazione sul web, riduciamola alla dimensione desiderata e poi applichiamo la maschera di contrasto, lo stesso principio vale per le immagini da stampare.

In sintesi Il nostro consiglio é quello di inviarci i file senza maschera di contrasto, o al limite con l'applicazione di una leggera maschera di contrasto di base, in ogni caso prestando molta attenzione a non evidenziare gli aloni sui bordi perché risulterebbero molto evidenti nel caso l'immagine fosse da interpolare per ottenere un ingrandimento.
Prima della stampa penseremo noi ad applicare la giusta quantità di maschera di contrasto sul file definitivo. 

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